Carceri

Sartoria e laboratorio materiale di riciclo

Sartoria e laboratorio materiale di riciclo

Il progetto di sartoria nasce con l’obiettivo di insegnare ai detenuti le basi del confezionamento e del riciclo creativo, offrendo loro competenze utili per il reinserimento lavorativo.

Avviato tre anni fa nella Casa Circondariale di Como, il progetto coinvolge oggi sia la sezione maschile che quella femminile, con attività attive sei giorni a settimana, grazie alla collaborazione tra la cooperativa Impronte di Libertà e l’Associazione AED.

I partecipanti realizzano abbigliamento, borse e gadget partendo da materiali di recupero. Oggi possono lavorare anche su commesse esterne, ricevendo un compenso che dà dignità e valore al loro percorso.

Accanto alla formazione professionale, i volontari portano un messaggio di speranza e fede cristiana, creando relazioni autentiche che spesso continuano anche dopo la detenzione.

Durante il periodo natalizio, il laboratorio realizza piccoli gadget e doni destinati al personale dell’istituto, accompagnati da calendari e Nuovi Testamenti offerti da AED.

Orto Biologico

Il progetto “Orto Biologico” insegna ai detenuti le basi dell’agricoltura, dalle tecniche di semina e trapianto alla cura delle piante, favorendo l’apprendimento di competenze pratiche e il contatto con la natura.

La coltivazione avviene con la tecnica “in cassetta”, ideale per spazi senza terreno, utilizzando materiali semplici e sostenibili. Tutto il raccolto — ortaggi come pomodori, fagiolini, insalate, cipolle e piselli — è destinato ai partecipanti del progetto.

L’orto è definito “biologico” perché vengono impiegati solo prodotti naturali, senza concimi chimici, nel pieno rispetto dell’ambiente.

Le attività si svolgono due volte a settimana presso la Casa Circondariale di Monza, con la guida dei volontari AED. Con il tempo, questo spazio diventa non solo un luogo di lavoro, ma anche di dialogo, fiducia e crescita personale.

Corrispondenza

L’Associazione AED promuove un servizio di corrispondenza per i detenuti che desiderano mantenere un contatto umano con l’esterno. Scrivere e ricevere lettere diventa un modo per condividere pensieri, coltivare amicizie e combattere la solitudine.

La coltivazione avviene con la tecnica “in cassetta”, ideale per spazi senza terreno, utilizzando materiali semplici e sostenibili. Tutto il raccolto — ortaggi come pomodori, fagiolini, insalate, cipolle e piselli — è destinato ai partecipanti del progetto.

Attraverso questo semplice gesto, vogliamo offrire ascolto, comprensione e vicinanza, riempiendo di significato un tempo che altrimenti sarebbe vuoto. Anche a distanza, le parole possono restituire libertà, speranza e dignità.